L'ANNUNCIO
La data e la sede della visita furono tenute segrete fino ai giorni immediatamente precedenti. In Italia, il primo giornale a darne notizia, il 17 ottobre, fu l’Avanti! che lo intuì dalle strette misure di polizia già in atto. Quello stesso giorno (una domenica, ed i quotidiani lo avrebbero pubblicato solo l’indomani), re Vittorio Emanuele, ricevendo a Racconigi il sindaco di Torino senatore Teofilo Rossi, con la Giunta, aveva giustificato il disordine causato dai lavori di adattamento, di addobbo e di completamento di taluni appartamenti, affermando: “Già, ora deve arrivare lo Czar: almeno, tutti lo dicono”.
Poi sorridendo aveva aggiunto: “È certo possibile che arrivi qui fra qualche giorno. È naturale, però, che non se ne dica nulla di ufficiale e preciso: con tutto quel che capita in questi tempi, un Capo di Stato fa bene a viaggiare senza strombazzare ai quattro venti, due mesi prima, l’itinerario del suo viaggio…”.
La notizia trapelò così sulla stampa internazionale quasi in concomitanza con l’inizio del viaggio dello zar, da Odessa: il sovrano stava infatti trascorrendo le villeggiature estive in Crimea, nel palazzo di Livadia (lo stesso che nel 1945 avrebbe ospitato la famosa Conferenza di Yalta).