IL CONTESTO EUROPEO
Tra i motivi che resero altissima l’attenzione dei giornali, spiccava quello della delicata situazione politico – diplomatica del periodo. Nel 1908 l’Austria – Ungheria aveva infatti invaso la Bosnia – Erzegovina, violando alcune clausole dei trattati con altre potenze europee, ed in primo luogo con l’Italia e la Germania, ad essa legate nella cosiddetta Triplice Alleanza.
Benché nulla fosse stato annunciato in proposito, ci si attendeva che nell’occasione della visita, lo zar, il re, ed i loro governi avrebbero preso posizione in merito. Anche per questo in Austria la Tägliche Rundschau– considerata assai vicina al principe ereditario - vi dedicò un articolo alquanto polemico: “Secondo qualche giornale russo – essa scriveva – la visita dello Zar in Italia deve distruggere quanto resta della Triplice, staccare l’Italia per sempre dalla Germania e dall’Austria. I giornali russi mostrerebbero più tatto non menando vanto di un viaggio fatto con tali precauzioni, timori e misteri da destare pietà”. L’articolo si concludeva con la considerazione che“questa non è una marcia trionfale, è una fuga”.
Ci si riferiva al fatto che l’imperatore aveva scelto di raggiungere l’Italia compiendo una lunga deviazione in Germania e Francia, al fine di evitare ostentatamente di attraversare l’Austria. Il viaggio in sé costituì perciò uno dei motivi di pathos di quella visita.