![]() |
|||||||
![]() |
|||||||
“La parte viva che la Russia intiera ha preso alla sventura che ha colpito or fa un anno l’Italia e l’eco che questo sentimento ha trovato in Italia, sono una prova eloquente delle simpatie sempre crescenti fra i nostri due popoli”. Pronunciando queste parole durante il brindisi ufficiale in castello la sera del 24 ottobre, Nicola II si riferiva al terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 ottobre 1908, quando i primi soccorsi erano stati portati dai marinai delle navi russe in esercitazione al largo della Sicilia. La scena è dominata da un grande quadro dal titolo emblematico: Piangenti, opera del pittore Giuseppe Augusto Levis. L’artista, che risiedeva a Racconigi e che nel 1913 sarebbe stato ospite dello zar a San Pietroburgo, costruisce qui – qualunque ne sia stata l’ispirazione – una “visione” che lascia sbigottiti, atterriti, arresi di fronte a tanto dolore, consapevoli della gracilità dell’esistenza e della conoscenza, impotenti di fronte alla furia disumana del destino, alla totalità del Mistero. Nel ricordo dello strazio di un secolo fa, un omaggio al dolore delle popolazioni abruzzesi. Presto aggiornamenti on-line.... |
|||||||
![]() |
|||||||