PERCHÈ A RACCONIGI
Nicola II godeva di pessima fama in tutta Europa, soprattutto dopo la cosiddetta “domenica di sangue”: il 2 gennaio 1905, sulla piazza antistante l’Ermitage, una pacifica dimostrazione di operai e contadini era stata repressa dal fuoco della Guardia Imperiale.
Nel corso del 1909, in occasione delle due visite ufficiali dell’imperatore in Francia e Regno Unito, Parigi e Londra erano state teatro di vibranti manifestazioni di protesta. La notizia di una sua prossima visita anche in Italia scatenò polemiche, minacce di scioperi e dimostrazioni “rumorose” di dissenso. Roma pareva perciò una sede poco adatta e pericolosa per ospitare l’evento.
La scelta di Racconigi fu maturata gradualmente, dopo che si erano scartate altre possibilità, come quella di ospitare il sovrano su una nave al largo, com’era successo in Francia (Cherbourg) ed in Gran Bretagna (Cowes).
Accanto al fattore della facile difendibilità del sito, a favore di Racconigi giocò probabilmente anche il desiderio del re di ospitare Nicola in un contesto famigliare, analogo a quello in cui era stato accolto a San Pietroburgo nel 1902. L’atmosfera di Racconigi poteva (e doveva) evocare quella di Tsarskoe Zelo e Peterhof, le residenze predilette dai Romanov, come Racconigi lo era dai Savoia.