IL VIAGGIO
Il 18 ottobre il Daily Mail, edizione di Parigi, pubblicò una corrispondenza da Odessa (oggi Ucraina): “Lo zar giungerà qui dalla Crimea domani… Le autorità hanno fatto compiere delle ricerche colle draghe per essere sicure che non sia stata deposta nessuna torpedine nel porto... La linea ferroviaria fino alla frontiera polacca è custodita dalle truppe”. Dalla Cri
mea il treno imperiale – composto da nove carrozze – il 21 ottobre raggiunse Varsavia dove, come si lesse successivamente in alcune note d’agenzia, era stato interamente sospeso il transito dei treni “sulla linea occupata dalle truppe fino al confine tedesco. Gli arresti per misura di precauzione a Varsavia superano i duemila”.
Il 22 ottobre, alle 9 del mattino, il treno sostò ad Erfurt, dove lo zar fece colazione; alle 14.57 raggiunse Francoforte sul Meno, alle 19 Strasburgo, alle 22.09 Belfort (dove venne preso in consegna dalla Compagnia “Paris–Lyon–Mediterranée”); alle 23.58, Besançon.
Il 23 ottobre alle 3 del mattino, il convoglio toccò Bourg en Bresse; poi, superate Lione ed Aix Les Bains, alle 5.43 arrivò Chambery, dove sostò 25 minuti prima di portarsi a Modane.
Attraversato il Frejus, ecco finalmente l’Italia: Bardonecchia, con arrivo alle 10.55 e saluto di omaggio della delegazione ufficiale composta dai generali Trombi e Asinari e dal sindaco di Torino Teofilo Rossi.Infine, Condove, Collegno, transito a Torino (senza sosta) alle 13.37. Arrivo a Racconigi alle ore 14.35. Cinque minuti di ritardo: un’inezia!!!