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IL RITORNO DEL BACO DA SETA A RACCONIGI
Fin dai primi mesi del 2004 Racconigi ha riscoperto l’allevamento del baco da seta, grazie ad una volontà e ad una passione che, in passato, hanno reso celebre questa piccola cittadina in Italia e in gran parte dell’Europa. Il volere della giunta Comunale, unito al lavoro pratico di alcuni
volontari, ha dato nuova vita alla pratica sericolturale, iniziata con grande successo nel lontano 1500 e perduta, per varie ragioni, nel primo quarto del XX secolo. A partire dal 1520 i Savoia, intuita l’importanza della sericoltura, incoraggiano la coltivazione del gelso bianco e nero nel territorio racconigese. Il primo vivaio di gelsi vede la luce
all’interno del parco del castello, ma la crescente diffusione di quest’attività dà a Racconigi le sembianze di un bosco nel giro di pochi anni.
Furono proprio le foglie di queste piante a fornire il nutrimento ai bachi da seta. Nel corso dei secoli l’attività serica rende Racconigi la maggior produttrice piemontese del filo di seta, la cui qualità era nota in tutto il nord Italia.
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A cavallo del 1700 si assiste al graduale passaggio dalla lavorazione
domestica della seta ad un vero
e proprio sistema industriale, mediante
la creazione di grandi filatoi dotati di molini (mulini da seta), azionati dall’acqua dei canali e delle bealere che solcavano il territorio racconigese.
L’arte della seta raggiunge
un’importanza tale che la città
ottiene il permesso di costituire
una propria Università per la disciplina
del sistema corporativo della seta, indipendente dalla capitale Torino.
Sempre nel XVIII secolo nascono
numerosi setifici (ben 33) e l’attività
costituisce, per Racconigi, una fonte di ricchezza e benessere fino a metà ‘800. Racconigi diventa, così, la “città
della seta” e si giunge alla trattazione
di ben 40.000 miriagrammi di bozzoli sul mercato locale. Nel 1900, in seguito alla comparsa delle prime malattie dei
bachi, all’utilizzo delle fibre sintetiche
e, soprattutto, all’invasione delle sete orientali nei mercati europei, inizia la grande crisi della bachicoltura, che causa la scomparsa di quest’attività
non solo a Racconigi, ma in tutto
il territorio italiano.
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