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Parallelamente
all' ampliamento del castello e del parco si fece evidente la necessità
di costruire un edificio destinato a dare alloggio ad un settore del personale
impiegato nella Villa Reale: guardie da caccia, addetti alla mungitura
delle mucche toscane e svizzere delle cascine, addetti alla produzione
di formaggi, capo giardiniere, ecc ; assieme ad un fienile, le staIle
e le scuderie. Pelagio Palagi disegnò il progetto dando alla struttura
uno stile neogotico -romantico, aggiungendo una cappella, e preparando
la torre destra come
"reposoir" della regina. Era il 1834, i lavori terminarono 14 anni dopo, nel 1848. La facciata in laterizio a vista, marmo e pietra arenaria, ha tre ingressi e due torri ottagonali ai fianchi. li cortile interno è chiuso su tre lati con un portico dagli archi acuti e dalle volte a crociera. L'ala di sinistra aveva allora la funzione di alloggio; l'ala di destra ospitava invece il reposoir, la cappella, la sagrestia e l'alloggio del cappellano. C'erano poi le scuderie, la rimessa per le carrozze, le stalle, il fienile ed il granaio. Nei campi si sperimentavano nuove colture e varietà di piante da frutta. L'arredamento dei vari ambienti venne curato da un gruppo di artisti che già erano attivi nel Castello. Il REPOSOIR composto da un'anticamera e la camera principale, venne curato dal Cinati e Trifoglio, dal Gaggini; dal Capello... Nel vetro dipinto di una finestra (a destra del camino) è ritratto 1'architetto Palagi. Questo ambiente era stato creato appositamente per la Regina Maria Teresa, moglie di Carlo Alberto. LA CAPPELLA è dedicata al Beato Alberto ed è ad una sola navata. I dipinti sono opera del Gonin e rappresentano sul soffitto (diviso in 8 settori) gli evangelisti ed i dottori delIa chiesa. I banchi ed il confessionale sono opera delI' ebanista Capello, le sculture sono del Gaggini. Le Serre sono un' opera dell' architetto milanese Carlo Sada, alunno del Palagi. Si tratta dell' unico caso in cui il Palagi declina la totale responsabilità di un progetto ad un altro artista; fatto sorprendente in quanto sembra che il Palagi svolgesse la sua attività in forma molto autoritaria centralizzando su di sé tutto il potere decisionale, non trascurando il minimo particolare, a volte senza lasciar spazio allo sviluppo di idee nuove proposte da altri. Le serre chiudono il lato nord del cortile della Margaria (" il castello gotico ad uso di cascina") con un fronte di 110 metri. Si tratta di una struttura assolutamente trasparente, con 19 arcate ogivali vetrate sostenute da esili pilastri in pietra. I muri posteriori ed il soffitto erano coperti da una folta edera rampicante. Il verde all'interno stabiliva cosi una continuità tra l'ambiente "naturale" e quello costruito. I pinnacoli e le guglie di marmo che concludono il fronte della serra sono del Gaggini; il sistema di riscaldamento fu importato dall'Inghilterra dal Sig, Taylor e nel 1880 venne sostituito da un impianto a termosifone. Nell' organizzazione funzionale della cascina, le serre erano il luogo in cui si coltivavano e si ricoveravano fiori, alberi da frutto, specie esotiche rare, agrumi, felci, banani, ananas, orchidee.. .creando uno straordinario ambiente per la qualità di profumi, forme e colori. Due scale a chiocciola portavano al piano inferiore della serra, dove si preparavano i terricci, si eseguivano le operazioni di semina, taleaggio, trapianto, rinvaso... La vita della serra è continuata senza lo splendore degli anni carloalbertini, fino al 1960 circa. |
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| Materiale: fornito all'Associazione Nuovi Percorsi - Racconigi | ||||||