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PIAZZA CARLO ALBERTO
Fino al 1831 questa piazza non esisteva: le case di un intero quartiere arrivavano infatti a ridosso dell' attuale cancellata del castello.. Quando Carlo Alberto sali al trono, il castello venne iscritto nelle «Reali Villeggiature»e iniziarono notevoli lavori di ampliamento.- Per costruire una piazza scenografica di ingresso al castello, vennero abbattute numerose case e fu costruito in nuovo Palazzo di Città, realizzato in stile neoclassico daII'ing. Reyneri (costruito tra il 1838 e il 1841). II progetto di sistemazione della piazza prevedeva un edificio gemello sull'altro lato della statale To-Cn, che però non venne costruito. Durante questi lavori, il comune aveva donato a Carlo Alberto alcune case da abbattere per favorire l'ampliamento del Castello e il re da parte sua si sdebitò mettendo gratuitamente a disposizione il terreno su cui costruire il Municipio. Nel 1832 Carlo Alberto concedette a Racconigi il titolo di città, dispensandola dal pagamento dei tributi dovuti nell' occasione. II titolo fu concesso affinché Racconigi potesse godere degli onori, delle prerogative e delle pertinenze conseguenti «senza pagamento di finanze ed altro diritto qualunque». II busto del Re dello Statuto (sotto il porticato del municipio) è opera di Giuseppe Dini e venne inaugurato il 27 novembre 1887, contemporaneamente al nuovo ponte sul torrente Maira, anch' esso dedicato a Carlo Alberto. Accanto al busto di Carlo Alberto c'è il busto di Umberto Il (ultimo re d'Italia, nato proprio in Racconigi). Al pian terreno una lapide ricorda la visita, alla nostra città, dello zar Nicola Il, il 23 ottobre 1909 (in quell' occasione era presente anche il primo ministro Giovanni Giolitti). In questa piazza, il 23 settembre 1925 si festeggiarono il giubileo Reale e il matrimonio della Principessa Mafalda (morta poi nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1944). Tra gli invitati c'era anche Benito Mussolini, a cui Racconigi concedette la cittadinanza onoraria.
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PIAZZA VITTORIO EMANUELE II
Piazza Vittorio Emanuele Il, meglio conosciuta dai racconigesi come "Piazza degli uomini", era il cuore del borgo medievale (platea communis) in cui convergevano le due vie -principali di attraversamento (dalla porta di Santa Maria a quella di Macra ad ovest e dalla porta di San Giovanni alla Porta Nuova a sud-ovest). Tale denominazione popolare deriva dal fatto che qui,. si svolgevano le riunioni dei capi famiglia della Comunità per prendere le decisioni più importanti relative alla vita politica ed amministrativa della città. Qui, inoltre, si teneva e si tiene tuttora il mercato. I portici che la caratterizzano, ospitavano le botteghe commerciali ed artigiane più importanti della città e servivano da riparo per il mercato, in caso di maltempo. La piazza assunse l'aspetto attuale tra la fine del '500 e i primi anni del '600 quando alcune tra le famiglie più ricche della città (tra cui anche quelle di imprenditori serici) la scelsero come sede delle loro residenze. Tra queste c'è il Palazzo Maccagno, su cui spiccano le decorazioni murali che ne accrescono il prestigio e l'altana a loggiato ripartita in undici campate da archi a sesto ribassato. Inizialmente le sue dimensioni (come quelle di tutti gli altri edifici che si affacciano sulla piazza) dovevano essere più modeste, la stessa facciata venne decorata solo in seguito e, ad un'epoca successiva, risale anche l'ultimo piano che è aperto sulla piazza.
Il palazzo alla sinistra, su cui è presente una meridiana, è probabilmente appartenuto nel 1500 ad una famiglia dinasticamente collegata agli Acaja. L'interno delle sale ai primi piani è caratterizzato da soffitti a cassettoni con fregi. Il Palazzo Ferrero, anch'esso da poco ristrutturato, occupa tutto il lato orientale della piazza
 
ed è l'accorpamento di tre edifici preesistenti d'origine medievale. Da notare sono le riquadrature in stucco con maschere, l'intonaco della facciata decorato a fresco con motivi geometrici e in basso a sinistra il bassorilievo del Gussone (1631) a memoria della cappella dedicata al Battista in ossequio al voto per la liberazione dalla peste dell'anno 1630. Sull'ampio cortile interno si affacciano balconate a ballatoio, utilizzate per l'essiccatura del gelso. Il suo doppio loggiato porta alle torri a scala sui piani superiori. La casa Pochettino di Serravalle, oggi in parte sede della banca, presenta ancora antichi segni delle preesistenti strutture medievali; secondo la tradizione proprio in questo edificio alloggiò il maresciallo di Francia Catinat di passaggio a Racconigi dopo la battaglia trionfale di Staffarda contro le truppe del duca Vittorio Amedeo Il nel 1960. Il palazzo Alberti Balegno, sull'angolo tra via A. Spada, l'antica contrada del Pozzo, e via Levis, l'antica contrada dei Servi, ha un bellissimo cortile con portici, doppio loggiato e torre scala a quattro ordini di archi. La sua ristrutturazione è detta a Rococò in quanto tesa ad uniformare esteticamente gli altri edifici. Tutti questi edifici non sono altro che l'accorpamento a edifici medioevali preesistenti; lo testimonia il fatto che tra alcuni di questi esistano ancora oggi delle quintane (intercapedini di circa un metro).
 

VIA LEVIS
Si tratta di ur.a delle più antiche vie del centro storico, presente già nel primissimo impianto urbano della Racconigi del XI-XII secolo come direttrice viaria nord-sud. La costruzione delle mura tra il 1266 e il 1297 determinò l'apertura della «porta nuova», senza ponte levatoio, sull'incrocio tra via Levis e via Govean. Il nome della via risale al 1926,. quando il Consiglio Comunale intitolò la strada (già via Vittorio Emanuele Il) al pittore Augusto Levis (1873-1926), che operò a Racconigi alla fine dell' ottocento, lasciandovi una galleria d'arte (in Santa Chiara) e la tenuta Cajre.

 
PIAZZA MUZZONE
Un tempo su questa piazza sorgeva una chiesa dedicata alla Santissima Trinità del convento dei Servi di Maria5. L'edificio religioso fu eretto nel 1460 (dove sorgeva già un convento benedettino) con il contributo della famiglia Savoia. I signori di Racconigi avevano qui il loro mausoleo; quando nel 1820 la chiesa venne abbattuta furono rinvenute le spoglie mortali di alcuni esponenti della casata (che vennero poi trasferite al castello per volere di Vittorìo Emanuele 111). - Il complesso dell'epoca si estendeva dalle attuali via Levis e via Ospedale ad un vicolo a nord dell'odierna Piazza Muzzone fino a piazza Santa Maria ad est. Con la soppressione napoleonica degli ordini religiosi6 il complesso passò, al Comune, fu demolita la chiesa (nonostante vantasse ancora al suo interno di bellissimi affreschi) per dar spazio alla "piazza delle Uve" (poi denominata "dei Polli"),. poi venne ristrutturata la parte di fabbricato a sud della Torre civica per essere adibita a macello pubblico e quindi a ghiacciaia. Negli edifici verso via Levis e via Ospedale furono poste alcune botteghe, la sede del Municipio (che venne poi trasferito in piazza Carlo Alberto) e in un secondo tempo le scuole elementari. Solo nella seconda metà del 1800 l'antico campanile divenne Torre Civica e subì alcuni interventi, tra cui anche il suo innalzamento di 7 metri nel 1898. Oggi la sua altezza è di circa 37 metri. La chiesa, di cui oggi rimane la Cappella della Madonna della Neve (dove sorgeva l'altare maggiore), era il luogo dove la Comunità assisteva alla cerimonia del giuramento di fedeltà ai feudatari e dove si ottenevano da loro privilegi. Solo recentemente, in seguito ad alcuni scavi, sono stati ritrovati pregevoli affreschi. Secondo alcuni documenti datati 1-584 la chiesa si presentava come una struttura a tre navate con dieci altari laterali, ciascuno sovvenzionato e preso a cuore dalle nobili famiglie di Racconigi.
 
VIA SANTA CHIARA
Lungo via Santa Chiara, sulla sinistra, spicca un edificio recentemente restaurato e conosciuto come la Casa del Pozzo. La sua facciata a 'scacchiera' blu e bianca, con raffigurazioni di pesci ed altri simboli è tra le più belle di Racconigi. Essa può essere considerata la Casa più antica della città e conserva ancora, sia all'esterno (cortile verso San Giovanni) che all'interno (soffitto a cassettoni e affreschi) parti della struttura originaria quattrocentesca. La casa fu di proprietà della Famiglia del Pozzo, a cui era stata venduta dagli Acaja.
 
VIA ANGELO SPADA
L'attuale via Angelo Spada era conosciuta dai racconigesi come Via del Pozzo. Riguardo al pozzo non esiste alcuna documentazione che ne attesti la precisa collocazione, l'unica cosa che è rimasta è una scritta che si trova all'altezza di casa Pacellini, sotto la grondaia (dove ora c'è il negozio di idea musicale): rue du poits (questa donazione risale al periodo delle invasioni napoleoniche: i francesi infatti durante l'occupazione cambiarono i nomi delle vie e delle piazze, fortunatamente si limitarono a tradurli nella loro lingua). Dal 1887 questa via è dedicata al nobile Angelo Spada, la cui casa si trovava dove ora c'è una macelleria. Si tratta di una delle vie più antiche e belle del paese: i palazzi, i porticati ricordano l'assetto di un piccolo borgo medievale in cui tutt'intorno alla piazza principale si ramificavano i punti di collegamento con le varie contrade. Tra gli edifici presenti lungo la via sono da citare: -Palazzo Marengo (1400) -Casa Spada (fine 1600) abbattuta per far spazio all' attuale edificio in cemento -Palazzo Macchiolo, dove nacque Bartolomeo Muzzone (interno fine 1700 e facciata fine 1600) -Casa Quaglia (1700) -Palazzo Balegno (1800) all' angolo con via Levis. Un tempo la strada era provvista di un canaletto detto doira che si trovava proprio nel bel mezzo. Ogni sabato verso le 16 la doira veniva riempita d'acqua; gli spazzini provvedevano a farla defluire sul restante selciato di modo che quando l'acqua tornava nel canalotto, portava.via con sé polvere e rifiuti, consentendo cosi la pulizia della strada.
 
 
PIAZZA E VIA ROMA
Piazza Roma è l'antica piazza delle erbe. Tale denominazione deriva dal fatto che essa era, fin dall' epoca medievale, sede del mercato degli ortaggi e delle verdure. Ancora nel secolo scorso l'Amministrazione Comunale, in un riordinamento dei mercati cittadini, destinava la piazza a sede del mercato delle verdure e dei generi di Riviera, cioè delle primizie. Il palazzo su cui non compaiono né finestre né balconate ospitò il palazzo comunale dal 1300 al 1700. Le demolizioni e le sostituzioni edilizie hanno profondamente trasformato questo tratto di ambiente urbano.
 
 

VIA SAN GIOVANNI
Al numero 15 aveva sede un'istituzione finanziaria, industriale e commerciale racconigese: la società Bacologica Franzero Imberti, che dal 1871 importava dal Giappone i semi bachi per distribuirli, non solo a Racconigi e dintorni, ma anche in gran parte del Nord Italia. In un secondo tempo, la società preferì dedicarsi alla produzione vera e propria del seme baco nazionale. Dopo varie sperimentazioni riuscì a raggiungere l'obbiettivo ed ottenne anche la qualifica di "Regio Osservatorio Bacologico Nazionale".

 

VIA STEFANO TEMPIA
A metà del 1700 questa via vantava un elegante teatro nel palazzo Grisi de La Piè, abbattuto un secolo più tardi. Qui nacquero Stefano Tempia (1832 -1878) celebre musicista ottocentesco e Michelangelo Castelli (1808 -1875) politico, giornalista e letterato.

 

VICOLO DEL TEATRO
Qui un tempo si trovava il teatro costruito a metà '700 come minuscolo teatro di famiglia del Conte Giò Francesco Grisi della Piè, fu distrutto poi da un incendio e ampliato e ricostruito novant'anni dopo, divenendo Tetro Regio e poi Teatro Grande di Racconigi.

 

VIA PRATO DEI CORNETTI
La via prende tale nome dal fatto che proprio in quella zona un tempo c'erano campi e boschi, dove erano solite ritrovarsi le coppiette.

 
VIA DELLE MESCHIE
Qui un tempo si trovava uno dei numerosi setifici della città, ed è proprio in questa via che scioperarono per la prima volta le filere di Racconigi, le operaie contadine dell' epoca industriale nata da poco. Diverse vie e piazze di Racconigi sono dedicate a personaggi della famiglia Savoia, basti pensare a Via Principessa Iolanda o Piazza Maria Pia dedicate alle figlie di Vittorio Emanuele II.
Materiale: fornito dall'Associazione Nuovi Percorsi - Racconigi. Foto: materiale proprio.